martedì 27 marzo 2012

Domande parte Quinta

5) Gli anni '70 sono caratterizzati da una crisi generalizzata che investe tutti i campi e che in architettura è messa a fuoco dallo storico e critico italiano Manfredo Tafuri, i cui libri sono sin dal titolo un'ammissione di difficoltà, una consapevlezza di crisi.
Ma è proprio nei conflitti, nelle crisi che vi è ricerca autentica, sfida di modernità.
Dunque questi anni sono stati cruciali in particolare per aver definitivamente spezzato una serie di dogmi, quali?

4) Quali sono gli anni in cui viene teorizzato l'Electronic Urbanism?
a) 1980
b) 2000
c) 1990
d) 1970
e) 1940

3) Chi ha progettato Skybreak House, icona ipertecnologica usata nel film di Stanley Kubrick Arancia meccanica?
a) Team X
b) Atelier 5
c) Herman Hertzberger
d) Renzo Piano
e) Team 4

2) L'idea del Cohousing è stata prima lanciata e poi realizzata grazie al ruolo pionieristico svolto dall'architetto:
a) Luicien Kroll
b) Aldo van Eyck
c) Herman Hertzberger
d) Giancarlo De Carlo
e) Jan Gudmand Høyer 

1) Secondo l'architetto e critico americano Charles Jencks quali sono i tre aspetti centrali dell'architettura "post-moderna"?
a) figurazione contro astrazione, contesto, città
b) astrazione, linguaggio, forma
c) memoria, città, linguaggio
d) funzione, città, contesto
e) forma, città, linguaggio




martedì 20 marzo 2012

Domande parte Quarta

1) "La mancanza totale di soluzioni ludiche nell'organizzazione della vita sociale impedisce all'urbanistica di elevarsi al livello della creazione" è un'affermazione di :
a. Johan Huizinga
b. Le Corbusier
c. Ludovico Quaroni
d. Peter Smithson
e. Constant Nieuwenhuys

2) Quali sono i tre approcci che emergono negli anni sessanta per rispondere all'ormai generalizzata consapevolezza della difficoltà di creare un vitale ambiente urbano sulla base dei principi del movimento moderno?
a. le macrostrutture, il contesto e la scena urbana
b. il funzionalismo, il tessuto e la scena urbana
c. il costruttivismo, il formalismo ed il tessuto
d. le macrostrutture, il tessuto e la scena urbana
e. le macrostrutture, il funzionalismo ed il formalismo

3) Qual'è l'architetto che attraverso la sue relizzazioni ed i suoi scritti opera una distruzione del paradigma di "coerenza" kahniana?
a. Aldo Rossi
b. Giancarlo De carlo
c. Ralph Erskine
d. Robert Venturi
e. Charles Moore

4) Secondo l'autore la particolarità in architettura degli anni sessanta  è la nascita di un atteggiamento:
a. sintetico
b. inclusivista
c. formalista
d. costruttivista
e. esclusivista

5) Chi è secondo l'autore il grande propugnatore di un utilizzo moderno della storia:
a. Bruno Zevi
b. Aldo Rossi
c. Ernesto Nathan Rogers
d. Carlo Aymonino 
e. Franco Albini

martedì 13 marzo 2012

La perla nel cuore di Manhattan_Il Solomon R. Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright


Era il lontano Agosto del 2004 quando, in occasione di una Summer School alla Columbia University, finalmente dopo anni di studio ho potuto visitare il mio museo preferito.
Ritrovarmi al cospetto di cotanta architettura mi ha letteralmente destabilizzata, l'emozione ha preso il sopravvento e sono scoppiata in lacrime, prontamente immortalate in un video amatoriale dal mio caro cugino Paolo.


Sono passati molti anni ma il ricordo è fisso nella mia memoria, indelebile.
Già dall'esterno mi fu chiaro come l'obiettivo di Wright di realizzare" anything more modern, less stuffy and conventional" era stato ampiamente raggiunto.
Perla nel cuore di Manhattan, il Solomon sorge di fronte al Central Park ed è tra i principali protagonisti della scena architettonica di New York.


L'espressiva forma a spirale rovesciata lo rende un edificio magico, che catalizza l'attenzione dei passanti e la cui singolarità plastica stimola la curiosità del visitatore, attratto e coinvolto nell'affascinante suggestione di piani e vuoti magistralmente articolati dal grande Maestro.

La dinamicità insita nella ricerca dell'arte contemporanea si riflette in una modalità di fruizione altrettanto dinamica. La genesi del progetto avviato nel lontano 1943 ebbe origine dal'incontro tra l'estro creativo di Wright, allora considerato il più innovativo architetto d'America e Solomon Robert Guggenheim ricco filantropo ed entusiasta sostenitore dell'arte moderna. Abbandonata l'ipotesi di progettare un edificio (o un complesso di padiglioni) costituito da corpi di fabbrica bassi immersi nella natura e avendo compreso come i suoi committenti desiderassero edificare il Museo a Manhattan, Wright operando una corrispondenza tra spazio interno e funzione, basa il nuovo museo attorno al concetto di percorso. Alle sequenze gerarchizzate di "stanze" della tipologia ottocentesca sostituisce una rampa. 


Il percorso diventa una rampa che si avvolge attorno al grande cavo interno e che si plasma in volumi esterni a conchiglia. Per spiegare ad Hilla Rebay quale immaginava dovesse essere il tratto costitutivo del nuovo museo, Wright coniò la celebre espressione, tanto suggestiva quanto difficile da tradurre " a wheel chair going around and up and down, troughout."
Scendendo la rampa, ho finacheggiato le opere di Kandinsky, Mondrian e tanti altri, ad una distanza tale da permettere di poterne cogliere però ogni particolare.


Ricordo nitidamente la luce zenitale irradiarsi dal grande vuto centrale e coinvolgermi in un tutt'uno con lo spazio e le opere. Ho vissuto una grande magia dove "anywhere desired: a great calm and breadth pervading the whole place, where there is no stuff". Ed io aggiungerei "only the sanctity of space".







lunedì 12 marzo 2012

Domande Parte Terza_2

Secondo Louis Kahn:
a. La forma segue la funzione
b. La forma dipende dalla funzione
c. La forma e la funzione sono un tutt'uno
d. La forma è funzione
e. La forma è indipendente dalla funzione

Quale delle seguenti affermazioni è vera?
Nella metà degli anni cinquanta l'ingegnere:
a. opera per verifica e non per forma
b. si limita a dimensionare schemi prefissati
c. ricerca un rapporto congruo tra struttura e possibilità spaziali
d. non opera per verifica ma per forma
e. opera solo per funzione

Qual' è secondo l'autore l'opera chiave di Eero Saarinen che spiega il suo interesse verso la forza plastica e organica delle strutture?
a. Parlamento di Dacca
b. Auditorium a tre punte e Cappella cilindrica nel Campus del Mit
c. La bottega di Erasmo
d. Twa Terminal  JFK Airport New York
e. Pista di pattinaggio a New Haven

Chi realizza l'opera House di Sidney?
a. Erich Mendelsohn
b. Frank Lloyd Wright
c. Gunnar Asplund
d. Eero Saarinen
e. Jorn Utzon

In quale opera Le Corbusier manifesta pienamente la sua adesione al brutalismo?
a. La Cappella di Rochamp
b. Villa Stein
c. Villa Mairea
d. Villa Savoye
e. Padiglione Philips

domenica 11 marzo 2012

Lisbon Story_On the Traces of the Past


Ci sono posti in cui vai una volta sola e ti basta e poi c'è...Napoli.
Napoli, una città sopravvissuta a terremoti, eruzioni vulcaniche, invasioni straniere, crimine, corruzione, povertà e abbandono, ma allo stesso tempo ha prodotto senza interruzione una valanga di musica attraverso i secoli. James Brown la definirebbe "il fulcro della canzone", in grado di modulare l'intera gamma di sentimenti umani: l'amore, la perdita, il sesso, la superstizione, l'immigrazione, le rivolte sociali, la nascita, la morte.
Queste canzoni sono intrise di contraddizioni e ironia, che spesso vengono meno quando, trasferite all'estero, si sono trasformate in ballate sentimentali e nostalgiche. Il paradosso: "Oggi ti amo...Tu si na cosa grande per me...ma domani...Bo...non lo so. Ti amo così tanto, ma se non ti trovo, mi prenderò tua sorella. Dirò a tutti che amo te, ma sceglierò tua sorella." 
Questo paradosso è una componente essenziale del carattere dei napoletani.
Seguitemi, racconteremo le canzoni come fossero uccelli che volano in alto sulle case e sui quartieri. Oggi forse non ne riconoscerete la melodia, ma domani sarà sulle vostre labbra e volerà via.

                                                                                       dal Film "Passione" di John Turturro

Proviamo a sostituire nel testo la città di Napoli con quella di Lisbona...alla canzone napoletana il Fado e non solo. Queste due città hanno a mio parere la medesima aurea, una energia sottile, impalpabile ma travolgente che non può lasciare indifferenti. Sono luoghi unici, particolari dove ogni giorno è una continua scoperta.

Lisbona in particolare ha conservato una dimensione locale, come si fosse fermato il tempo.
A differenza di molte altre capitali europee sembra essere immune all'ondata sempre più incalzante della globalizzazione.

Nell'era del mondo globale, quindi, quale migliore città, se non Lisbona,  per comprendere la giusta dimensione operativa all'interno del dialogo tra antico e contemporaneo?


1) La prima tappa alla scoperta della città inizia al castello di São Jorge.

Musealizzazione del sito archeologico di Praça Nova di Carrilho da Graça 



































2) Seconda tappa : interventi di Álvaro Siza Vieira a Chiado







Estación Metropolitana de Baixa-Chiado










Terraços de Bragança

















3) Terza tappa Cascais




Pousada Cascais di Gonçalo Byrne